Via Quattro Martiri e Sinagoga

Questa via, una delle più caratteristiche del centro storico, è per secoli quartiere ebraico e per questo custodisce ancora oggi la sua bella Sinagoga. In una delle prime case, inoltre, nell’agosto del 1868 nasce un bambino che cambierà il destino della città: si chiama Samuel David Camillo Olivetti.

I luoghi del Carnevale

Ivrea nei giorni del Carnevale è uno spettacolo unico al mondo. Oltre alla Battaglia delle arance, ci sono riti molto sentiti, che compongono la Manifestazione e hanno, ognuno, il suo luogo privilegiato: una piazza, un ponte, una via, una chiesa, un palazzo, un balcone. La città si trasforma, diventa il teatro in cui la comunità riscopre se stessa e le sue proprie radici, a partire dal valore della Libertà.

I Carri da Getto

I Carri da Getto rappresentano la difesa del Feudatario contro la rivolta popolana, incarnata, invece, dagli Aranceri a piedi. Sono, dunque, l’altro elemento imprescindibile affinché la Battaglia delle Arance possa rinnovare, di anno in anno, il suo valore storico e simbolico. Vere e proprie piccole comunità, i Carri curano ogni aspetto della loro partecipazione alla festa: in ogni minimo dettaglio: dalle maschere, alle decorazioni, ai finimenti dei cavalli.

I giorni del Carnevale

Il Carnevale a Ivrea è atteso con trepidazione e forse, a ben guardare, dura tutto l’anno. Ha comunque un suo preciso calendario e una sua solennità da rispettare. L’Epifania sancisce l’apertura, con la prima uscita di Pifferi e Tamburi e l’investitura del Generale: da questo momento, Ivrea si abbandona. Giorno dopo giorno, rito dopo rito, è in festa. Fino al Mercoledì delle Ceneri, che la chiude.

Le squadre degli Aranceri

Sono nove le squadre di Aranceri a piedi che senza protezioni (indossando solo casacca e pantaloni dei loro colori) sfidano quelli sui Carri da Getto, dando vita a un duello dal forte valore simbolico. Le loro divise e bandiere storiche sono il simbolo di uno spirito d’identità e di un attaccamento alla tradizione radicatissimi nei cuori di tutti. 

La storia del Carnevale

Occorre partire dal 1194, l’anno in cui una sollevazione popolare libera Ivrea dal tiranno: è l’elemento epico che ispirerà il futuro Carnevale eporediese a partire dal Trecento, quando verranno celebrati i primi carnevali rionali. Otto secoli dopo la leggenda del tiranno ucciso da Violetta, dunque, il Carnevale di Ivrea continua a incarnare i valori della Libertà, a tramandare il proprio valore simbolico, ad affermarsi come festa civica di tutte e di tutti.

Il Generale

Figura amatissima dalla comunità in festa, il Generale è l’autorità che sta alla guida della Manifestazione, in uniforme di ispirazione napoleonica. Ricevendo l’incarico dal suo predecessore il giorno dell’Epifania, il Generale, nella giornata del “giovedì grasso”, ottiene simbolicamente i pieni poteri dal Sindaco di Ivrea.

La Battaglia delle Arance

La Battaglia delle Arance è l’evento più spettacolare dello Storico Carnevale di Ivrea: un patrimonio culturale che colloca la Manifestazione tra le più importanti nel panorama internazionale. Nove squadre di Aranceri a piedi, senza protezioni e con indosso i colori della propria compagine, sfidano i Carri da Getto con i tiratori protetti da maschere di cuoio. La Battaglia rievoca, dunque, la rivolta popolana che vide la città sollevarsi contro il tiranno e i suoi soldati.

I personaggi principali

Lo Storico Carnevale di Ivrea ha radici profondissime, medievali: diventato festa civica nel corso dell’Ottocento, è considerato il Carnevale più antico d’Italia. Sono cinque i personaggi storici più importanti: la Vezzosa Mugnaia, il Generale, il Sostituto del Gran Cancelliere, l’Abbà, il Podestà.

La Mugnaia

“Che qualcuno s’attenti a mancare di rispetto alla Mugnaia, a quel simbolo forte e gentile, e tutta Ivrea insorgerà furibonda a difenderlo”. La Vezzosa Mugnaia è il personaggio più importante dello Storico Carnevale d’Ivrea. Introdotta all’interno della manifestazione nel lontano 1858, la sua figura rappresenta “Violetta”, la figlia del mugnaio che si ribellò al tiranno che opprimeva il popolo, tagliandogli la testa e scatenando la rivolta.

Mensa aziendale e Circolo ricreativo

Se chi lavora è una persona, e una persona è corpo e spirito, la pausa pranzo non può essere soltanto tempo per mangiare. Né la mensa il posto in cui succede. Ed ecco questi spazi aperti alla natura, sorprendenti, dove rifocillarsi, riposare, leggere, giocare, parlare, tacere. La produttività? Cresce anche lei.

Centrale Termica

La presenza dei colori, le vetrate, una certa grazia femminile per un edificio che avrebbe una funzione esclusivamente pratica: e che invece diventa, anche per gli occhi, uno dei centri vitali dell’area. È una centrale termica che dice: c’è anche un altro tipo di energia, non meno importante, e la diffonde la bellezza.