La vicenda industriale olivettiana presenta aspetti che possono essere ancora di grande ispirazione per l’impresa contemporanea. Uno di questi è la gestione della pausa pranzo. In quel tempo, i lavoratori Olivetti possono contare su una pausa pranzo dalla durata anomala: ben due ore. Un tempo lungo, da dedicare al pranzo, ma anche all’intrattenimento, alla lettura, alla socializzazione, al riposo. Il tutto in uno spazio non chiuso e isolato, bensì aperto sull’esterno, sulla collina boscosa così come sugli stabilimenti produttivi.
Come ricorda l’architetto, ingegnere e designer milanese Ignazio Gardella, autore del progetto, “durante gli incontri con Adriano Olivetti si parlava naturalmente della Mensa: egli non voleva che fosse uno spazio per consumare i pasti, ma un luogo per un momento importante della vita di chi, operaio o impiegato, lavorava nella fabbrica”.

Certo, la Mensa Olivetti è attrezzata per servire contemporaneamente circa 1.600 persone e fornire circa 9.000 pasti al giorno: ma, parallelamente a questo, è un vero e proprio motore culturale. In essa si organizzano attività culturali, spettacoli, mostre, concerti. L’edificio offre spazi per la biblioteca, per la lettura o per il puro svago, con televisione, bar, biliardo e giochi vari. Il tutto sviluppato in una struttura esagonale pensata per offrire continue e sempre diverse prospettive sull’ambiente circostante, oltre che per ridurre al minimo l’impatto.
Il gres bruno dei pavimenti, l’ardesia delle pareti interne, gli intarsi delle lastre in marmo bianco sulla balconata, le altezze differenti degli ambienti – che seguono l’andamento naturale del terreno – compongono un’estetica varia e dinamica. Il grande ingresso, le ampie vetrate, il tetto accessibile creano una spontanea continuità fra interno ed esterno. Un esterno nel quale si trovano 3 campi da tennis completi di spogliatoi e tribune, 4 giochi da bocce, un percorso attrezzato per la ginnastica all’aperto.
Il vicino ex convento di San Bernardino, poi, ospita per decenni gli uffici del Gruppo Sportivo Ricreativo, un bar, un ristorante, il centro d’incontro per le Spille d’Oro.
Nel complesso, quindi, questa mensa aziendale è a dir poco particolare, un luogo per la rigenerazione quotidiana del corpo e dello spirito. Un aspetto, questo, che non è di alcun ostacolo alla produttività dell’azienda, ma ad essa perfettamente funzionale.