La cucina del Canavese è il riflesso fedele di un territorio eterogeneo che si snoda tra pianura, collina e montagna. Radicata in una tradizione contadina dove l’agricoltura e l’allevamento erano le uniche fonti di sussistenza, questa gastronomia ha saputo evolversi: oggi la ristorazione locale valorizza le antiche ricette povere conferendo loro un prestigio moderno, senza mai tradirne l’autenticità.
La varietà dei piatti nasce dalla biodiversità del paesaggio:

Molte le specialità per un assaggio conviviale (merenda sinoira), spesso accompagnate da mieli pregiati (castagno, acacia, flora alpina) :

Il pranzo tradizionale si apre con le verdure ripiene, la lingua bollita con salsa di acciughe e i Caponet (involtini di verza e carne). Tra i primi, la cucina si fa calda e rinvigorente:

Un tempo riservata alle grandi occasioni, la carne nel Canavese si esprime in preparazioni sontuose:
Bolliti Misti: Accompagnati dagli immancabili “bagnet” rossi e verdi
Selvaggina (Lepre e Cinghiale): Cucinata in sapidi stracotti al vino Carema o Barbera, servita con la polenta
Fritto Misto: Un’esplosione di contrasti tra dolce e salato
Coniglio alla Canavesana: Una ricetta tipica che valorizza le carni bianche del territorio

Due preparazioni, più di altre, definiscono l’anima di questo popolo:
A questo si affiancano le Fresse, polpettine di frattaglie e uvetta, tipiche del periodo in cui si lavorava il maiale in casa.

Per chiudere in dolcezza, il Canavese offre una varietà di “biscotteria” secca e dolci al cucchiaio:

La viticoltura canavesana si distingue per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e per un microclima unico.
Erbaluce di Caluso DOCG: Unico nel suo genere per acidità e versatilità; perfetto dall’aperitivo al dessert
Carema DOC: Prodotto dai “vigneti a pergola” su pilastri di pietra, è uno dei Nebbioli più raffinati del mondo
Canavese DOC: Una denominazione che racchiude l’energia del Nebbiolo, della Barbera e del Freisa, ideale per accompagnare i piatti robusti della nostra tradizione