Nata nel 100 a.C. come Eporedia, la città si è innalzata continuamente su se stessa, distruggendosi e rifacendosi, secolo dopo secolo, strato dopo strato. Per questo le tracce antiche sono le più nascoste: un grande teatro sopravvive nell’andamento curvilineo di una via del centro; un ponte maestoso riposa sul letto del fiume; un anfiteatro rivela le sue fondamenta, queste sì, alla luce del sole. Sempre resti, resti, resti. Ma non tutto ciò che si è interrato ha smesso di vibrare. Sorta sulla terra degli indomabili Salassi come colonia dei Romani, oggi la città si chiama Ivrea e non ha via Roma: e se avesse conservato la superbia di una storia e la protervia di quell’altra?












Dall’archeologia alla collezione Croff, vivi un’esperienza museale moderna e coinvolgente nel cuore della città.