Museo Civico “P.A.Garda” e Piazza Ottinetti

Il frutto di un lascito importante

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Riaperto nel 2014 dopo 28 anni di chiusura, il Museo Civico Pier Alessandro Garda è oggi una realtà fruibile, gradevole, perfettamente in linea con la moderna museografia, secondo cui non solo le opere, ma anche gli allestimenti devono essere in grado di sorprendere ed emozionare. 

La storia del Museo è anche quella di come un tragico incidente possa generare, oltre al dolore, anche gesti di magnanimità che durano nel tempo. La riapertura si deve, infatti, alla donazione al Comune di Ivrea della signora Lucia Guelpa. Discendente di un’antica famiglia eporediese di mobilieri ed ebanisti, Lucia è sorella di Adele, moglie di Abdone Croff, l’ultimo esponente dell’omonima famiglia di imprenditori milanesi. Li perde entrambi nel 1946 a causa di un incidente stradale. Unica erede, alla fine della sua vita, nel 2003, decide di lasciare tutti i suoi beni al Comune di Ivrea. In particolare, la pregiata collezione Croff di dipinti e un consistente capitale da destinare a un’opera durevole di cultura.

La rinascita del Museo si deve a questo lascito, ma anche alla generosità di persone come Emilio Torra, il quale, molti anni prima, nel tempo tragico della Seconda guerra mondiale, lo preserva dalla razzia nazista. Persone che hanno creduto nella cultura e nelle istituzioni e alle quali, oltre alla riconoscenza, si deve il vincolo morale di trasmettere questo patrimonio alle generazioni future. 

Oggi il Museo Civico comprende tre collezioni, continuamente reinventate.

 

 

 

Medievale
La collezione archeologica

La collezione archeologica racconta la città e il territorio, dall’età neolitica fino al periodo basso medievale. Dedica ampio spazio al periodo romano della colonia di Eporedia, nata oltre duemila anni fa come avamposto militare sulla riva sinistra della Dora Baltea. Tra i reperti più importanti, spicca la “stele del gromatico”, raffigurante lo strumento usato per la centuriazione del territorio. Ma sono di grande interesse anche gli elementi che rivelano al visitatore lo spirito dell’epoca, come oggetti d’uso quotidiano, o decorativi, o le iscrizioni funerarie con il loro carico di umanità.

Medievale
La collezione d'arte orientale

La collezione d’arte orientale, invece, è il frutto della raccolta personale di Pier Alessandro Garda, anch’essa donata al Comune, come da suo testamento, nel 1874. Il Garda, infatti, vive il suo tempo in modo a dir poco movimentato: combatte per gli ideali liberali al seguito di Napoleone, poi in Italia, in Spagna, nelle Americhe. E trova, un po’ misteriosamente, il tempo di collezionare opere d’arte giapponesi, provenienti da un luogo del mondo in cui non è mai stato.  La collezione è composta da oltre settecento oggetti, in metallo, porcellana, lacca, carta, seta, legno, bambù, avorio, guscio di tartaruga, vetro, paglia e altri materiali risalenti al periodo Edo e inizio Meiji. Sono tutti meravigliosi, esposti a rotazione, sempre con grande attenzione alla luce, per esaltarne la singolare bellezza.

Medievale
La collezione Croff

Infine, la pregiata collezione Croff, composta da quadri di Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Carracci, Palizzi, Simi, Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, De Chirico. Altre opere derivano dal lascito personale di Lucia Guelpa, comprendente diversi dipinti che spaziano dal XIV al XX secolo, oltre a mobili e oggetti d’antiquariato. Più di ogni altra considerazione, per descrivere la natura di questa singolare collezione, vale quella dello stesso Abdone Croff: “Non sono un acquirente di quadri, tanto meno un raccoglitore di firme, e quelle poche opere che ho sono state acquistate con tutto l’entusiasmo, per il solo piacere dei miei occhi”.

Medievale
Una piazza per Piero Ottinetti

Dove c’era la silenziosa corte interna del grande monastero delle Clarisse, giunte a Ivrea all’inizio del Trecento e sempre più numerose nel corso del tempo, oggi c’è Piazza Piero Ottinetti.

C’è voluto il dominio napoleonico per interrompere questa lunga storia: con la soppressione degli ordini religiosi, infatti, nel 1802 Chiesa e Monastero di Santa Chiara diventano bene pubblico per venire destinato, fino a metà Novecento, a caserma.

Ma la piazza prende l’aspetto che conosciamo nel 1844, quando la chiesa e la parte meridionale del monastero vengono abbattuti. Lo spazio diventa anche protagonista fino al 1930 del mercato dei cereali, perché i portici ne consentivano il riparo in caso di maltempo, e ancora oggi gli Eporediesi lo chiamano “Piassa ‘dla granaja”.

Intitolata dapprima a Carlo Alberto, nel 1945 la piazza prende il nome del partigiano Pietro Alfredo Ottinetti. Classe 1914, Ottinetti è figlio di un lattoniere di Ivrea e si arruola con il nome di “Pirata” nella formazione partigiana della 76ª Garibaldi. Il 29 gennaio del 1945 viene catturato dai tedeschi a Lace di Donato e fucilato dietro il muro del cimitero di Ivrea il 3 febbraio 1945.

Medievale
La Biblioteca Civica "C. Nigra"

Oggi la piazza ospita spesso eventi culturali, spettacoli, mercati, iniziative enogastronomiche, ma deve la sua centralità nella quotidianità di Ivrea al Museo Civico “Pier Alessandro Garda”, come detto, nonché alla fornitissima Biblioteca Civica “Costantino Nigra”.

Anche quest’ultima ha una lunga storia. La presenza a Ivrea di una biblioteca risale infatti al 1806, sempre durante il periodo di dominazione napoleonica. Ed esattamente un secolo più tardi, nel 1906, viene intitolata a Costantino Nigra per insediarsi qui. Oggi è un fiore all’occhiello di Ivrea, con numeri che restituiscono la vivacità culturale della città: custodisce oltre 180.000 libri e registra più di 75.000 prestiti l’anno.

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Il Museo Civico Garda: dove la storia si fa emozione

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