Curiosamente, Ivrea celebra un patrono, San Savino, vescovo e martire tra III e IV secolo, che è legato all’Umbria e alla città di Spoleto. Da cosa prende origine il connubio tra la città e il martire, così lontani? Bisogna tornare indietro nei secoli. Durante le persecuzioni di Diocleziano, infatti, egli rifiutò di adorare gli dèi pagani e fu ucciso per la sua fede. Le sue reliquie giunsero a Ivrea molto più tardi, nel 950, quando Corrado, figlio di Berengario II, le portò in città per invocare protezione contro la peste. La tradizione racconta che, dal suo arrivo, Ivrea fu preservata dal contagio: da allora Savino è il Santo Patrono della città.
In origine festeggiato il 24 gennaio, dal 1742, per evitare la rigidità del clima invernale, la ricorrenza fu spostata al 7 luglio. Ogni anno la festa patronale rinnova il legame tra storia, fede e identità cittadina con un programma che intreccia celebrazioni religiose e momenti di spensierata vita collettiva.

Negli ultimi anni la manifestazione si è rinnovata, dotandosi di una direzione artistica e una comunicazione più adatta a raggiungere le nuove generazioni. L’intento è quello di fare della Festa l’opportunità per coinvolgere un pubblico più ampio ed eterogeneo. Lo stesso sottotitolo “Il Santo, i Cavalli, le Vie” è figlio di questa ambizione e riassume i tre pilastri dell’evento: le solenni cerimonie in onore del Patrono; la storica Fiera equina che con il tempo ha preso un’importanza sempre più rilevante; un calendario di iniziative culturali e artistiche diffuse nel centro storico e nei quartieri di Ivrea.
Per alcuni giorni, dunque, la città diventa un grande palcoscenico a cielo aperto, dove spiritualità, tradizione e spettacolo si incontrano con grande disinvoltura.
Tutte le informazioni ufficiali, gli orari delle sfilate e i dettagli del programma sono disponibili sul sito dell’evento.