Centrale Termica

Fonte di energia

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Nel 1956, poco dopo la costruzione del Centro Studi ed Esperienze, il giovane architetto Eduardo Vittoria si vede affidare da Adriano Olivetti il progetto della Centrale Termica, ovvero la struttura che dovrà fornire energia a tutto il complesso industriale. La soluzione individuata da Vittoria, tra l’altro posta su un podio per compensare il dislivello della strada antistante, si presenta a prima vista caratterizzata da un’estrema semplicità: ma incorpora, a uno sguardo attento, diversi aspetti particolarmente innovativi.

Ultimato nel 1959, l’edificio appare come un unico blocco di forma rettangolare. In realtà, è composto da tre ampi e distinti locali che si affacciano a forma di C su un patio centrale. In questo patio, dotato di una leggera copertura trasparente in ferro e vetro, si trova la centrale di controllo, mentre i tre ambienti circostanti, ognuno sovrastato da un fumaiolo in lamiera brunita, ospitano le enormi caldaie che forniscono energia all’intero complesso Olivetti.

 

Concerto per urbanisti
Oltre la funzione

La bellezza di questo edificio non ha bisogno, per rivelarsi, di uno sguardo particolarmente educato. Anche aree assolutamente funzionali come queste, infatti, progettate tenendo conto degli spazi necessari alle movimentazioni interne e alla dispersione del calore prodotto dagli impianti, sono oggetto di una ricerca estetica. Le pareti esterne in calcestruzzo sono integrate sia da ampie superfici vetrate, sia da piastrelle rosse e blu, e la presenza del colore unita alla luminosità del vetro costituisce un elemento di originalità assoluta.

L’impiego di rivestimenti di pregio, l’impatto cromatico dell’insieme, persino l’inserimento delle fioriere testimoniano la profondità della ricerca di Eduardo Vittoria, il suo sforzo di allontanarsi dalle solide e rigide architetture industriali dei decenni precedenti per elaborare soluzioni inedite, capaci di inserirsi nel tessuto urbano con personalità.