Lo Storico Carnevale di Ivrea è una manifestazione che affonda le proprie radici nel Trecento: ma, a ben guardare, la storia dei suoi Personaggi e di alcuni dei suoi riti copre ben 9 secoli.
Occorre, infatti, partire dal 1194: l’anno in cui una sollevazione popolare libera Ivrea dalla signoria dei Biandrate. La sconfitta del tiranno è l’elemento epico che ispirerà il futuro Carnevale eporediese a partire dal Trecento, quando vengono celebrati i primi carnevali rionali.
Lo Scarlo è tra i primi elementi presenti a quel tempo: il suo abbruciamento è già considerato simbolo di buon augurio. Mentre è a partire dal 1325 che, con le cosiddette “Zappate”, il suo innalzamento verrà celebrato simbolicamente dalle coppie di sposi eporediesi. A seguire, nel corso del Cinquecento, le associazioni giovanili si identificano nelle Badie con a capo gli Abbà. E, ancora più tardi, i carnevali parrocchiali vedono nascere la Banda dei Pifferi e dei Tamburi.

Nell’Ottocento la Manifestazione abbandona la sua dimensione rionale e si arricchisce dei personaggi che ne formeranno il futuro Corteo storico.
Il 1° Marzo del 1808 è l’anno in cui viene nominato il primo Generale, Antonio Pezzati: l’incarico viene trascritto nel primo Libro dei Verbali e di lì a poco, nel 1820, si forma il primo Stato Maggiore.
Nel 1845 fa la sua comparsa uno dei personaggi simbolo del Carnevale: il Sostituto del Gran Cancelliere.
Infine, nel 1858, compare finalmente la prima Mugnaia: Giuseppina Fumel Gamacchio. La Mugnaia è simbolo di libertà e viene celebrata dalla nascita della Canzone del Carnevale. Musica e parole che, da quel momento, racconteranno per sempre la sua storia: quella della figlia di un Mugnaio, appunto, di nome Violetta, che uccide il tiranno scatenando la rivolta popolana.

Tra il 1924 e il 1934, il corteo si completa con la nascita dei goliardi dell’AUC, con l’introduzione sia della figura del Podestà che della rievocazione della “Preda in Dora” sul Ponte Vecchio.
Ma è nel secondo dopoguerra che il Carnevale cambia radicalmente volto, con l’arrivo della Battaglia delle Arance nelle piazze cittadine. Nel 1947 la Battaglia inizia a prendere la forma che ha attualmente: essa rievoca gli scontri tra il popolo, gli Aranceri a piedi, e i soldati del tiranno, i Carri da Getto trainati dai cavalli. La prima squadra, l’Asso di Picche, nasce, infatti, in quell’anno. Le altre 8 squadre nascono dalle successive aggregazioni di piccoli gruppi di amici, destinati a crescere: la Morte nel 1954; i Tuchini del Borghetto, gli Scacchi, la Pantera Nera e gli Scorpioni d’Arduino tra il 1964 e il 1966; i Diavoli e i Mercenari nel ’73 e nel ’74; infine, i Credendari nel 1985.
A cavallo tra un secolo e l’altro ci sono altri importanti avvenimenti che, di fatto, ci restituiscono il Carnevale così come lo conosciamo oggi. Nel 1991 nasce la Scorta d’Onore. Nel 1996 gli Alfieri entrano a far parte del Corteo Storico, in sostituzione dei vecchi portabandiere delle parrocchie cittadine. Nel 2022 nasce il gruppo Armigeri di Yporegia, conosciuto come Scorta del Podestà. Aranceri a piedi e Carri da Getto ufficializzano la nascita delle rispettive associazioni, nel 2000 e nel 2002. È proprio con la nascita di queste associazioni, che coinvolgono migliaia e migliaia di persone, che la Manifestazione si conferma espressione dello spirito di autodeterminazione eporediese.
Nove secoli dopo la leggenda del tiranno ucciso da Violetta, dunque, il Carnevale di Ivrea continua a incarnare i valori della Libertà, a tramandare il proprio valore simbolico, ad affermarsi come festa civica di tutte e di tutti.