Il Generale

Figura amatissima dalla comunità in festa, è l’autorità che sta alla guida della Manifestazione.

Il Generale del Carnevale di Ivrea e il suo Stato Maggiore nascono tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, quando l’antico rito carnevalesco eporediese si trasforma in festa civica e patriottica. È un passaggio decisivo: il potere municipale assume direttamente la guida della Manifestazione. Il Generale diventa così il rappresentante dell’autorità civica e dirige e sovrintende ai festeggiamenti.

All’inizio dell’Ottocento, dunque, la responsabilità del Carnevale passa dagli Abbà della gioventù settecentesca ai nuovi “moderatori”: il Generale e i suoi Ufficiali. Come gli Abbà, anche il Generale è garante del corretto svolgimento della festa, vigila sull’ordine pubblico e previene incidenti. Non interpreta un preciso personaggio storico, ma esercita un ruolo istituzionale ben definito. La sua uniforme è solenne, d’ispirazione napoleonica: feluca ornata di piume bianche di struzzo, sciabola, fascia biancorossa, stivali speronati, calzoni e guanti bianchi, giubba nera con bordi, bottoni e spalline dorati.

Ricevendo l’incarico dal suo predecessore il giorno dell’Epifania, il Generale, nella giornata del “giovedì grasso”, ottiene simbolicamente anche i pieni poteri dal Sindaco di Ivrea. Da quel momento, esercita la propria autorità alla guida del Corteo Storico. Ad esempio, è lui, con un’ordinanza, a imporre a tutti l’uso del Berretto frigio.

È affiancato dagli Ufficiali dello Stato Maggiore, tra cui nomina gli Aiutanti di Campo e le Vivandiere.