Chiesa di Sant’Ulderico e “Piazza di Città”

Più di mille anni fa, in una locanda di Ivrea, un vescovo germanico di nome Ulderico resuscita un bambino. Il bambino cresce, diventa sacerdote e dove c’era la locanda edifica una chiesa. Che nei secoli si riempie d’arte: come la statua dedicata al Santo che impreziosisce la facciata, su in alto.

Palazzo della Credenza

Oggi il Palazzo della Credenza è immerso in un contesto completamente diverso da quello che lo ha visto protagonista, ma la sua non sarà mai una bellezza muta: resta uno dei più insigni monumenti medievali di Ivrea e una testimonianza preziosa della sua storia politica e istituzionale.

Anfiteatro morenico d’Ivrea

L’Anfiteatro morenico d’Ivrea è un capolavoro geologico per alcuni aspetti unico al mondo. Si presenta come un gradevole paesaggio composto da un fiume, una manciata di laghi e una cerchia di morbide colline, sulle quali domina la rettilinea e inconfondibile Serra. Ma in realtà è molto di più.

Ghiacciaio Balteo

Quando si dice “una forza della natura”: è stata l’energia creatrice del Ghiacciao Balteo a scolpire, tra 900.000 e 11.500 anni fa, nel corso di almeno nove successive glaciazioni, l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea.

Borghetto e Ponte Vecchio

La città per secoli e secoli è stata arroccata dietro le sue grandiose mura, sulla parte alta, ad eccezione di pochi insediamenti. Su tutti, quello del Borghetto, un piccolo mondo fieramente autonomo che accetta di fare tutt’uno soltanto col Ponte Vecchio. L’acqua, la roccia, le case e la storia dipingono il quadro.

La Serra

Ogni orizzonte ha un simbolo che lo rende unico. Il simbolo dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea è l’imponente e regolare perfezione della Serra. Definita già in tempi lontani “la maggiore morena delle Alpi”, è fonte di ammirazione e stupore per chi la vede per la prima volta e per chi la vede ogni giorno.

Torbiere e “terre ballerine”

Protagonista, ancora una volta, l’acqua. Che rende possibile due fenomeni, uno dei quali addirittura spettacolare. Il primo, le “torbiere”: luoghi particolarmente umidi che in un lunghissimo tempo hanno creato una sostanza organica preziosa. Il secondo, le “terre ballerine”: uno strato superficiale elastico fatto di torba e radici sul quale, per far danzare gli alberi, è sufficiente saltare.

Casa Popolare di Borgo Olivetti

Si possono imparare molte cose dall’architettura olivettiana, indagandone scopi, stili e materiali. Ma chi è in ascolto di edifici come questo, può sentirla sussurrare soprattutto: “c’è stato, c’è e ci sarà sempre un possibile equilibrio tra lavoro e vita, tra città e natura, tra utile e bello”.

Torre di Santo Stefano

Svetta sulla Dora, questo campanile romanico è ciò che resta della millenaria abbazia di Santo Stefano. Ha visto di tutto: i fasti benedettini, l’incuria, un terremoto, l’artiglieria francese, adattamenti a funzioni di ogni tipo. Oggi porta bene i secoli indossando il suo restauro con giustificato orgoglio.

Il Berretto frigio

Il Berretto Frigio è uno dei simboli più rappresentativi dello Storico Carnevale di Ivrea, d’origine medievale. Durante i giorni di festa è indossato da tutti gli Eporediesi e dai semplici visitatori, in quanto rappresenta quell’ideale di Libertà che è il cuore pulsante della Manifestazione.

Parco dei Cinque Laghi

Nel cuore dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea si trova un’area che unisce la bellezza del paesaggio alla particolarità geologica e – aspetto di grande interesse – alla possibilità di svolgere molte attività outdoor in una cornice naturale unica.

Corso Costantino Nigra

Dalla stazione ferroviaria, un corso inconfondibile conduce a un ponte, una fontana, un albergo, tutto in riva al fiume. Qui la città ruba già l’occhio, in ogni stagione o momento della giornata. Grazie al Corso, qui s’incontrano l’Ivrea dal cuore antico e quella che ha sentito le sirene del futuro.