Stadio della Canoa

Lo Stadio della Canoa è un fiore all’occhiello di Ivrea e la pone al centro dell’attenzione internazionale: sia per la sua qualità di infrastruttura sportiva, sia per il fatto che si trova nel centro della città, cosa assolutamente unica. Di qui, inoltre, la “città turrita” si lascia ammirare in tutta la sua bellezza.

Passerella “Natale Capellaro”

Quest’opera pregevole, vagheggiata sin dal secolo scorso, è una passerella su cui non si passa soltanto: ci si ferma per godersi Ivrea in uno dei suoi aspetti più caratteristici, la posizione. Sdraiata sulla Dora e punto di convergenza delle linee tracciate dalle montagne e dall’Anfiteatro morenico, la città appare in tutta la sua grazia.

Teatro Civico “Giuseppe Giacosa”

Un teatro “all’italiana” che è un fiore all’occhiello della città, uno di quei posti dove si entra abbassando la voce. Porta il nome del grande librettista di Giacomo Puccini, Giuseppe Giacosa, e un po’ anche il suo carisma: con le radici che affondano nel territorio e i rami che invece cercano il mondo.

Chiesa di Santa Marta

Fondata nel Quattrocento dalla Confraternita di Santa Marta, la chiesa prende in seguito armonie barocche. Oggi non è un luogo di culto, ma di cultura: uno spazio aperto alla comunità per mostre e conferenze, un riferimento per gli Eporediesi che si muovono al suo interno come in casa propria.

Chiesa di San Nicola da Tolentino

La storia di uno dei più begli esempi di Barocco canavesano nasce da un frate medievale proveniente da Cremona e da un’antica Confraternita di Ivrea devota a un Santo marchigiano. Con un evento miracoloso: nel 1704 una bomba francese sfonda il tetto della chiesa, ma non esplode. Grande arte locale, dunque, ma vocazione universale.

Piazza Vincenzo Gioberti

Cuore del rione San Domenico, “Piazza Maretta”, così amano chiamarla gli Eporediesi, questa piazza è un luogo popolare e singolare a un tempo. È un umore recintato: più che di esser visitata, chiede di essere capita, indovinata, respirata. È in pendenza ma non lascia andare via le tradizioni.

Chiesa di Santa Croce

Una confraternita entra nel cuore della gente con la tragedia della peste, così la gente l’aiuta a fondare questa chiesa. La chiamano tutti “gesia dle cadene” per le catene che l’annunciano, però è abitata da grazia femminile e barocca. La pittura scenografica di Luca Rossetti da Orta tiene insieme lo stupore e il raccoglimento.

Via Quattro Martiri e Sinagoga

Questa via, una delle più caratteristiche del centro storico, è per secoli quartiere ebraico e per questo custodisce ancora oggi la sua bella Sinagoga. In una delle prime case, inoltre, nell’agosto del 1868 nasce un bambino che cambierà il destino della città: si chiama Samuel David Camillo Olivetti.

Unità Residenziale Est – Hotel La Serra

Ecco un’incursione ardimentosa dell’architettura olivettiana, col suo tono internazionale, nella “vecchia” Ivrea: un po’ unità residenziale, un po’ centro sportivo, un po’ centro culturale, un po’ anche nave. Chiede nuova vita, questa macchina per scrivere gigante dove si può abitare, imparare, nuotare, persino leggere.

Fontana Camillo Olivetti

Non tutti i monumenti si accontentano di celebrare il passato. Questo, per esempio, esprime l’ansia di futuro di Camillo Olivetti e la mette in desiderio. Il suo volto sporge dall’antica roccia, si protende dal cuore della città vecchia verso la sua Fabbrica di mattoni rossi, un avvenire al di là del fiume.

Vicolo del Castello

Quasi una “quinta torre” del maniero, la nuova rampa sale sui bastioni medievali e ne ribalta il senso, da inespugnabili a inclusivi. Per la prima volta, anche a nord, parte bassa e parte alta di Ivrea sono riunite. Il Vicolo del Castello si apre un varco dove prima era impensabile e tiene insieme storia e orizzonte.

Chiesa di Sant’Ulderico e “Piazza di Città”

Più di mille anni fa, in una locanda di Ivrea, un vescovo germanico di nome Ulderico resuscita un bambino. Il bambino cresce, diventa sacerdote e dove c’era la locanda edifica una chiesa. Che nei secoli si riempie d’arte: come la statua dedicata al Santo che impreziosisce la facciata, su in alto.