Quella che per tutti gli Eporediesi è Piazza Maretta, una denominazione molto radicata nella memoria cittadina, si trova poco oltre Via Arduino, nel rione San Domenico, e si estende appena all’esterno dell’antica cinta muraria della città.
Centro di un rione popolare e vivace, la Piazza prende la forma attuale nel corso dell’Ottocento, quando Ivrea si espande oltre il nucleo medievale: viene intitolata ufficialmente a Vincenzo Gioberti, filosofo tra i padri del Risorgimento italiano, e diventa un’importante area di raccordo tra il centro storico e i nuovi quartieri. Un luogo in cui si mantengono salde le tradizioni. È qui, ad esempio, che si svolge la Fagiolata Benefica del Castellazzo, antico rito legato al Carnevale di Ivrea: un appuntamento molto sentito e dalla profonda dimensione comunitaria.
Lo scrittore montaltese Salvator Gotta ci ha lasciato una descrizione emozionante del rione San Domenico e della sua anima popolare:
“Il quartiere più antico e insieme il più povero della città; vicoli umidi e stretti, grossamente acciottolati, botteghe centenarie di piccoli merciaiuoli, di canapai e di zoccolari, case alte e case basse, decrepite, dalle porticine buie come antri, dalle pareti rabescate e scrostate, fiorite di capperi a ciuffi, balconi e balconetti a grate e ringhiere panciute, tetti bistorti e sghimbesci forati da terrazzini chiari nel cielo, o spioventi e sgocciolanti su cortili neri come pozzi.”
Uno dei simboli del rione è la vicina Chiesa di San Maurizio, conosciuta anche come di San Domenico o dei Frati. Posta in cima a Via Arduino, risale almeno al Trecento e nel corso del Cinquecento passa ai domenicani, che la riedificano completamente nel 1604. Il 1773 è l’anno del drammatico crollo della volta: si rende necessaria la revisione radicale dell’edificio, che gli conferisce l’aspetto attuale. La chiesa è affidata ai frati francescani dal 1930 fino al 1986, quando la parrocchia viene unita a quella della Cattedrale. Per tutto questo la facciata, un tempo interamente affrescata, presenta nelle nicchie le statue di San Domenico e San Francesco.