Centro Studi ed Esperienze

In un romanzo c’è scritto che “Ivrea è una specie di spiaggia dove il futuro arriva nelle bottiglie.” Sarà per questo che l’edificio in cui si progettavano i nuovi prodotti Olivetti, oltre a essere un capolavoro di forme, è stato fatto del colore del mare?
Edificio Ex Sertec

Se la Olivetti è un pianeta, la Sertec è un satellite che nasce a fine anni Sessanta come società di engineering internazionale. La sua prima sede ha il coraggio delle idee: con il cemento a vista della torre verticale esterna, le forme che giocano con la collina, il colore rosso degli interni ispirati alla pop art.
Nuovo Palazzo Uffici Olivetti

Un Palazzo Uffici esiste già, e quello nuovo non può solo imitarlo. Così, un architetto di valore, che è anche un designer da quattro Compassi d’Oro, dà vita a un edificio originale. Guardandolo dal basso sembra che si muova. E guardandoli dall’alto, insieme, la loro forma sembra quella di una stella cometa.
Palazzo Uffici Olivetti

Palazzo Uffici, tutto fasciato dalla natura e attraversato dalla luce del giorno, ricercatissimo nei materiali utilizzati, organizzato attorno al suo scalone interno che è esso stesso un capolavoro, più che un edificio architettonico di pregio appare come un verbo coniugato ostinatamente al futuro.
Casa Popolare di Borgo Olivetti

Si possono imparare molte cose dall’architettura olivettiana, indagandone scopi, stili e materiali. Ma chi è in ascolto di edifici come questo, può sentirla sussurrare soprattutto: “c’è stato, c’è e ci sarà sempre un possibile equilibrio tra lavoro e vita, tra città e natura, tra utile e bello”.
Visitor Centre*
Traguardo Finestre* SENZA TITOLO (DDD)
Ecco un suggestivo punto di vista: l’incontro tra la prima fabbrica Olivetti e il primo dei successivi ampliamenti. Che è anche l’incontro tra due secoli, tra due generazioni, tra padre e figlio, tra produzione industriale semi artigianale e produzione in serie. Cosa si vede da qui? Il punto di contatto tra due mondi diversi.
Cosa li unisce veramente? I valori che li attraversano. C’è un salto, insomma, lì davanti: ma non nel vuoto.