Mangiare e bere a Carnevale

Lo Storico Carnevale di Ivrea si fonda su un insieme stratificato di riti e abitudini che da secoli rinnovano il senso di comunità: il cibo è parte integrante di questo patrimonio culturale. Dalle domeniche che precedono il Carnevale ai giorni della Manifestazione vera e propria, le realtà culinarie con storiche radici e le iniziative più esuberanti degli Aranceri si affiancano per offrire a tutti un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spirito del territorio.

Le Fagiolate cittadine ereditano la tradizione delle antiche confraternite medievali, un tempo impegnate nella distribuzione di questo piatto ai poveri. Nonostante siano trascorsi secoli, la ricetta dei “fagioli grassi” rimane tutt’oggi invariata: cotti sul fuoco all’interno di grandi paioli, i legumi vengono lasciati insaporire insieme alle parti meno nobili del maiale per poi essere distribuiti la mattina successiva.

Il Mercoledì delle Ceneri, gli Eporediesi si radunano in piazza Lamarmora per gustare un altro piatto della tradizione: polenta e merluzzo. La sua distribuzione chiude simbolicamente la Manifestazione e apre il periodo quaresimale riprendendo un’usanza rionale del Cinquecento. Questa consuetudine, ereditata dopo la Seconda guerra mondiale dal Comitato della Croazia, impegna decine di persone ogni anno in una preparazione che dura oltre dieci giorni e ha i contorni di una vera e propria liturgia.

Non è possibile completare il viaggio nelle usanze gastronomiche carnevalesche senza passare dalle piazze di tiro, dove è facile imbattersi in rinfreschi improvvisati e in ristori studiati ad arte per alimentare, è il caso di dirlo, il furore e lo spirito di amicizia della Battaglia. Si tratta di una ritualità spesso nascosta, molteplice, spontanea, che cambia di squadra in squadra, di piazza in piazza. Il modo migliore di vivere la città nei giorni del Carnevale, forse, è proprio quello di perdersi in uno di questi mille rivoli della festa, tra storia e goliardia.