Via Francigena e Ivrea

Attraverso secoli e paesi

Quella della Via Francigena (letteralmente: “che attraversa la Francia”) è una storia più che millenaria, documentata già nel IX secolo. È – insieme al suo corrispettivo spagnolo, il Cammino di Santiago – il più importante percorso di pellegrinaggio europeo, e collega Canterbury, in Inghilterra, con Roma, passando per Francia, Svizzera e Italia e coprendo in totale quasi 2.000 km.

La Via Francigena è uno dei grandi assi del pellegrinaggio medievale europeo. Le sue prime attestazioni risalgono all’alto Medioevo, ma diventa celebre grazie al percorso descritto nel X secolo dall’arcivescovo Sigerico, che da Canterbury si recò a Roma. L’itinerario collegava l’Inghilterra alla capitale della cristianità attraversando Francia, Svizzera e Italia per circa 2.000 chilometri, configurandosi come un’infrastruttura culturale oltre che religiosa. Lungo il tracciato non si muovevano solo pellegrini, ma anche mercanti, diplomatici e militari, in un continuo scambio di persone, beni e informazioni sostenuto da ospizi, monasteri e luoghi di sosta.

 

Via Francigena
Dove la via incontra Ivrea

Nel tratto italiano la Francigena entra dalle Alpi occidentali e attraversa la Valle d’Aosta per poi scendere in Piemonte, toccando Ivrea, Vercelli e Pavia, fino a raggiungere la Toscana e infine Roma. Uno dei segmenti più significativi ed emozionanti è quello compreso tra Pont-Saint-Martin e Viverone, dove il cammino si sviluppa lungo una suggestiva area di transizione tra ambiente alpino e pianura padana.

Superati Settimo Vittone e Borgofranco d’Ivrea, il percorso entra nel territorio eporediese, da sempre cruciale per il ruolo di crocevia ricoperto nella sua lunga storia. Ivrea rappresenta ancora un punto chiave per chi si mette in cammino: collocata tra valle e pianura, gode del capolavoro di forme dell’Anfiteatro morenico. L’accesso odierno alla città avviene dalla zona dei laghi morenici, con ingresso nell’area del Castello, che domina dall’alto il passaggio verso il centro storico. Da lì il tracciato scende verso il cuore del borgo per poi dirigersi in direzione di Cascinette e Burolo.

Tra Ivrea e Viverone, dunque, il paesaggio si apre progressivamente verso colline morbide, boschi e terreni coltivati intervallati da piccoli e raccolti centri abitati. L’esperienza del cammino in quest’area si fa particolarmente silenziosa e suggestiva anche dal punto di vista panoramico, favorendo il dialogo con se stessi e con la natura, per il quale ci si mette in cammino.