Chiesa di San Gaudenzio

Il miracolo...

Ascolta l'audio racconto

Tutto comincia con un miracolo, avvenuto una notte del lontanissimo 348, all’epoca della prima cristianizzazione del Canavese. Il futuro San Gaudenzio è costretto a fuggire sotto minaccia di morte e, la notte prima di partire, trova ricovero proprio dove oggi si trova la chiesa. Stremato siede su una roccia, e questa prende immediatamente le forme del suo corpo diventando un comodo giaciglio. San Gaudenzio, che diventerà il primo vescovo e il Patrono di Novara, è di origine eporediese e questo spiega la devozione di Ivrea per la sua figura. Non stupisce che all’inizio del Settecento prenda forma la volontà di erigere una chiesa, proprio intorno alla pietra miracolosa, e che la si realizzi grazie alle offerte dei cittadini tra il 1716 e il 1724.

 

 

Moderna
e l'opera

L’edificio è splendido e presenta i migliori tratti del Barocco piemontese. Circa dieci anni dopo si aggiunge la sacrestia con il coro superiore e, a partire dal 1742, l’elegante campanile caratterizzato da quattro raffinati balconcini. Al 1764 risale il notevole altare policromo, che attraverso una grata lascia intravedere l’impronta lasciata nella roccia retrostante dal corpo del Santo.

Il progetto della chiesa è firmato dall’ingegnere sabaudo Luigi Andrea Guibert, mentre pare che l’architetto Bernardo Antonio Vittone sia intervenuto in una seconda fase dei lavori. La facciata, suddivisa su tre piani e ornata da lesene, da nicchie con motivo di conchiglia e da cornici curve, mostra sul timpano lo stemma della città di Ivrea.

L’interno è ricco e scenografico, si distingue per gli eleganti giochi prospettici e gli effetti sorprendenti, tipicamente barocchi, di trompe l’oeil. Molto suggestiva è la sforatura della parete del presbiterio, con la volta del coro superiore che pare lontanissima, e sulla quale è dipinta una magnifica raffigurazione del Paradiso.

Proprio gli affreschi, realizzati da Luca Rossetti da Orta tra il 1738 e il 1739, sono il tratto saliente dell’edificio. Luca Rossetti ha lasciato in Ivrea altre magnifiche opere nella chiesa di Santa Croce e nel Palazzo Vescovile. Tra i molti episodi della vita e dei miracoli di San Gaudenzio spicca nell’abside, per grandiosità e bellezza, la vertiginosa Gloria del Santo. Sono molto interessanti alcuni accurati paesaggi in cui è riconoscibile, con il suo castello, la città di Ivrea.