I cavalli e il Carnevale

Nel Corteo Storico, i cavalli accompagnano il Generale, lo Stato Maggiore e le principali figure della manifestazione, conferendo solennità e prestigio a cerimonie che si ripetono da oltre due secoli. Ma è nella Battaglia delle Arance che la loro forza e la loro eleganza si presentano assieme, al loro massimo grado, destando l’ammirazione di tutti. I Carri da Getto, simbolo delle forze del tiranno contro cui il popolo si ribellò, avanzano trainati da splendidi attacchi guidati dai cavallanti, custodi di un sapere trasmesso di generazione in generazione.

Essere cavallante significa molto più che condurre un carro. Significa conoscere gli animali, prepararli, addestrarli e guidarli con sicurezza tra il fragore della battaglia, le migliaia di spettatori e il continuo lancio delle arance. È una tradizione che affonda le radici nella cultura rurale e artigiana del Canavese e che ancora oggi rappresenta una componente essenziale dell’identità carnevalesca. Attorno ai cavalli, dunque, si tramanda un patrimonio di abilità, orgoglio e bellezza. Finimenti, bardature e ornamenti sono frutto di una cura meticolosa e di un’artigianalità che contribuisce al fascino della manifestazione.

“C’è tutta la storia dell’umanità e della natura nella figura del cavallo e del cavaliere”: le parole dello scultore toscano Marino Marini sembrano descrivere perfettamente il ruolo che il cavallo ricopre nello Storico Carnevale di Ivrea. Non un semplice elemento scenografico, ma una presenza viva e pulsante nella Festa e nel cuore degli Eporediesi che l’attendono ogni anno con trepidazione.