Dove si è formato lo smisurato ghiacciaio che, riversandosi sulla pianura, ha creato l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea? Il suo colossale bacino coincide in gran parte con quella che oggi è un’intera regione: la Valle d’Aosta. Si estende infatti per 3.355 km2 lungo la valle percorsa dalla Dora Baltea per 90 km (gli ultimi 10 in territorio piemontese), e include ben una trentina di valli e valloni tributari. Tra le aree di formazione del Ghiacciaio Balteo figurano alcuni dei maggiori rilievi montuosi d’Europa: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso. La loro altezza e la relativa vicinanza alla pianura spiegano la grande “energia” del Balteo, il quale, tra 900.000 e 11.500 anni fa, nel corso di almeno 9 successive glaciazioni, ha scolpito l’intero Anfiteatro Morenico d’Ivrea. Nulla ha resistito alla forza di milioni e milioni di metri cubi di ghiaccio in movimento: questo fiume solido, dalla profondità di addirittura 700 metri, ha trascinato con sé l’immensa varietà di rocce incontrate sul suo cammino e ha depositato massi erratici di enormi dimensioni – ancora ben visibili – fino a 30 km di distanza dal luogo d’origine, arrivando a sviluppare una pressione tale da erodere persino il durissimo substrato roccioso che forma i Colli d’Ivrea. Un’avventura titanica che oggi, dopo decenni di studi, si riesce finalmente a capire e a ricostruire.