Il Naviglio di Ivrea è un canale artificiale derivato dalla Dora Baltea e che attraversa Canavese e Vercellese per circa 75 chilometri, fino a confluire nel fiume Sesia. Un canale, peraltro, che ancora oggi contribuisce ad alimentare l’irrigazione delle risaie vercellesi.
Nel tratto eporediese scorre tra laghi glaciali, boschi e aree agricole, offrendo a chi lo incontra, magari percorrendo sentieri e piste ciclabili, alcuni scorci di grande interesse paesaggistico.
A che epoca risale un’opera così notevole? E chi la finanziò? La sua costruzione ebbe inizio nel 1433 da Amedeo VIII di Savoia e fu completata con Jolanda di Valois, che reggeva il Ducato per conto del marito Amedeo IX, cagionevole di salute. Ricordano gli storici: “A tal spesa concorse la Città col darli il sito che fu preso nei beni dei secolari e non degli ecclesiastici e vi impiegò 2.000 opere e 200 bovi, così grato il Duca concesse alla Città il diritto di collocare mulini, di utilizzare l’acqua per usi irrigui e di esigere pedaggio sulle merci”. In origine il Naviglio, dunque, non era soltanto un canale irriguo, ma una vera e propria via d’acqua percorsa da imbarcazioni da carico e, probabilmente, anche da passeggeri.

Il canale nasce dalla Dora Baltea nei pressi del centro storico di Ivrea, dove il fiume esce dal tessuto urbano e si dirige verso la pianura. Da qui il Naviglio continua verso sud-est seguendo il margine dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, costeggiando le colline di Masino e affiancando per un tratto la Dora Baltea nella strettoia di Mazzè. Prosegue poi verso Villareggia, entra nella pianura vercellese e raggiunge località come Cigliano, Santhià, San Germano Vercellese e infine Vercelli, dove termina il proprio percorso confluendo nel Sesia.

Nel corso dei secoli il Naviglio è stato oggetto di numerosi interventi per migliorarne l’efficienza: anche Leonardo da Vinci, interessato ai sistemi idraulici dell’Italia settentrionale, ne studiò il funzionamento e propose alcune soluzioni innovative, che tuttavia non furono mai realizzate.
Ancora: all’inizio dell’Ottocento, sotto la dominazione francese, le antiche fortificazioni di Ivrea che proteggevano in particolare il lato orientale della città vennero progressivamente demolite per consentire l’espansione dell’abitato oltre le mura. In questo contesto fu realizzata una passeggiata alberata lungo il primo tratto del Naviglio, all’altezza dell’attuale Piazza del Rondolino: il 15 agosto 1811 – non a caso, nel giorno del compleanno dell’Imperatore Napoleone Bonaparte – l’opera fu chiamata “Boulevard de la Doire”. Per l’occasione fu abbattuta una parte del vecchio bastione, creando un’ampia apertura che permetteva ai cittadini di scendere agevolmente verso la campagna e il Naviglio. Di lì a poco, il Journal de la Doire raccontava a tutti di come il popolo avesse “provato grande soddisfazione nel poter discendere per la prima volta attraverso questa passeggiata nella campagna”.