Un edificio storico di Ivrea, con alle spalle quattro secoli di storia, recentemente restaurato, che si guadagna le attenzioni dei passanti per il suo aspetto nobile e raffinato. Si trova in una parte della città che offre uno straordinario concentrato di bellezza e ne fa parte a pieno titolo. Si affaccia sul Lungo Dora e lo descrive una luce sempre vivida e diversa, è introdotto da bellissimi giardini e compare nella stessa foto di gruppo insieme ad altre meraviglie: la signorile Torre dei Tallianti, la solitaria Torre di Santo Stefano, l’iconico Hotel La Serra olivettiano.
Palazzo Giusiana ha origini incerte: si pensa che sia il risultato del rifacimento – avvenuto tra XVI e XVII secolo – di una casatorre del Quattrocento.
Molto probabilmente l’opera è voluta dalla nobile famiglia dei Perrone di San Martino, proprietaria del palazzo fino al 1799, quando esso raggiunge il culmine del suo splendore. Nel 1800 l’edificio ospita per alcuni giorni Napoleone Bonaparte e diventa, per tutta la dominazione francese, sede della Prefettura del Dipartimento della Dora. Passa quindi alla famiglia Garda fino al 1817 e poi a un parente di questa, il Colonnello Amedeo Giusiana, da cui il palazzo prende il nome. Acquistato dal Comune, nel 1874 inizia a ospitare la preziosa collezione di oggetti orientali donata alla città da Pier Alessandro Garda, oggi esposta nell’omonimo Museo Civico in piazza Ottinetti.
L’elegante e armoniosa costruzione, di tre piani fuori terra con colonne che sorreggono archi a tutto sesto e volte a crociera, si sviluppa intorno a due corti interne, una delle quali porticata. Il palazzo ha anche altri due elementi di grande pregio: un pregevole rivestimento a graffito, che ne valorizza le linee architettoniche, e un’originale quanto rara meridiana a quadrante italico, sulla facciata sud-ovest.
Un particolare sulla storia dei giardini di Palazzo Giusiana, oggi pubblici e noti agli Eporediesi come “giardinetti”: la loro realizzazione, alla metà del Settecento, costa la demolizione di gran parte dell’abbazia benedettina di Santo Stefano, risalente al primo Medioevo. L’unica traccia che resta dell’antica abbazia è la Torre di Santo Stefano, che oggi svetta solitaria e caratterizza tutta l’area.