Case UCCD Olivetti

Le visione

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Quanto sia centrale nel pensiero di Adriano Olivetti la questione dello sviluppo della città è dimostrato anche dal fatto che nel 1950 egli viene nominato Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU).

Nel febbrile periodo del dopoguerra, la nuova visione della città è dunque cruciale, e in essa s’inserisce la creazione, avvenuta nel 1949, dell’Ufficio Consulenza Case Dipendenti (UCCD) che resterà attivo fino al 1969. A capo dell’UCCD viene posto un architetto di appena 25 anni, Emilio Aventino Tarpino. Si rivelerà una figura centrale nel cambiamento del territorio eporediese, ideando e seguendo centinaia di progetti che daranno al paesaggio edilizio un’elevata qualità formale e costruttiva.

Le unità abitative curate all’Ufficio spaziano infatti, secondo le preferenze del committente e le necessità aziendali, dalle ville unifamiliari e bifamiliari fino ai piccoli condomini e alle case “a torre”. Le modalità operative sono fortemente orientate all’utente finale. Prima di tutto, viene sottoposto a chi ne fa richiesta un questionario dal titolo Come vuole la casa?, nel quale è possibile esprimere tutte le proprie esigenze. L’intento è quello di arrivare a soluzioni che armonizzino nuove forme e materiali locali.

Il “catalogo” di Tarpino comprende, infatti, architetture più vicine alle tradizioni, ad esempio Casa Barberis, ed edifici in stile “brutalista”, come Casa Sidro. A questo punto, il capitolato viene proposto alle imprese e, scelto il preventivo migliore, si procede alla costruzione seguita in ogni sua fase dall’architetto. L’azienda concede prestiti a interessi molto ridotti e l’UCCD fornisce gratis il progetto e la direzione dei lavori.

Alcuni esempi di questo originale e flessibile programma di housing promosso dalla Olivetti sono il Condominio Fiò Bellot (Via Pinchia 3; 1951), Villa Prelle (Via Jervis 39; 1951), Casa Stratta (strada Monte Navale 8; 1951), Casa Morucci (Via del Lys 11; 1958) e Casa Perotti (Via del Lys 9; 1958). Spiccano poi le case unifamiliari Villa Rossi (del 1961), posta su una collinetta naturale di fronte a Palazzo Uffici, in via Jervis; Villa Prelle, vicino al quartiere di Castellamonte, e la stessa residenza dell’architetto, l’innovativa Casa Tarpino in via Chiaves, terminata nel 1952.